Gli
Yes sono un gruppo rock progressivo britannico, formato nel 1968 e tuttora in attività, che ha conosciuto il suo periodo di maggior successo negli anni settanta e ottanta. La lunga carriera del gruppo è stata caratterizzata da un notevole alternarsi di formazioni, costituite intorno al nucleo più o meno fisso di Jon Anderson alla voce e Chris Squire; la formazione attuale comprende anche Steve Howe alla chitarra, Rick Wakeman alle tastiere e Alan White alla batteria. Tra gli altri artisti che si sono avvicendati nel corso dell'attività degli Yes annoveriamo Bill Bruford (batteria, percussioni), Geoff Downes, Patrick Moraz (tastiere), Trevor Horn (voce) e Trevor Rabin (chitarra). L'ultima pubblicazione del gruppo, del 2005, è un album
live tratto dall'ultimo tour mondiale che ha toccato tutti i cinque continenti.
Storia
Gli anni '60
Gli Yes nacquero a Londra nel 1968, l'estate in cui Jon Anderson conobbe fortuitamente Chris Squire. In quel momento, Anderson lavorava come
barman per sbarcare il lunario, ma stava cercando di entrare nel mondo della musica; aveva cantato per alcuni anni in un gruppo chiamato The Warriors, con il quale aveva inciso due singoli; e altri due singoli li aveva registrati come solista, con lo pseudonimo "Hans Christian Anderson". Squire suonava il basso in un complesso di nome Mabel Greer's Toyshop, e chiese ad Anderson di entrarne a far parte come cantante. Il gruppo comprendeva anche il chitarrista Peter Banks, e nello stesso anno vi si unirono il tastierista Tony Kaye e il batterista Bill Bruford. Poiché il nome del complesso era troppo lungo, i cinque si riunirono per cercare un nome più semplice. Anderson propose
Earth, Squire propose
World, ma alla fine venne accettata la proposta di Peter Banks, e il nuovo nome del complesso fu "Yes".
Il primo concerto degli Yes fu nel campeggio estivo Mersey Youth Camp, Essex, il 2 agosto 1968. Presto, il gruppo divenne noto per il modo in cui eseguiva
cover di brani di altri artisti espandendoli e trasformandoli in complesse composizioni
progressive (come facevano anche i Deep Purple). Si esibirono una serie di concerti prestigiosi, in locali come il Marquee Club e persino la Royal Albert Hall, facendo da supporter a gruppi come The Who e Cream. Nel 1969 Ahmet Ertegun, proprietario della Atlantic Records, assistette a una loro performance allo Speakeasy Club di Londra, e decise di scritturarli per un album.
Yes fu pubblicato nel 1969. Fin dal loro primo lavoro, gli Yes furono riconosciuti dal pubblico e dalla critica come una band di eccellenti musicisti con obiettivi ambiziosi. L'album
Yes non ebbe un successo travolgente, ma vendette abbastanza perché la Atlantic decidesse di commercializzarlo anche negli Stati Uniti.
L'era classica
All'inizio degli anni '70, gli Yes continuarono a esibirsi in concerto nel Regno Unito e, occasionalmente, in altre nazioni europee. Il loro secondo album,
Time and a Word, fu realizzato col supporto di una orchestra sinfonica di 30 elementi. L'album includeva tutti pezzi originali con l'eccezione di due cover:
No Opportunity Necessary, No Experience Needed di Richie Havens (arricchita con il tema western di
The Big Country) e
Everydays di Stephen Stills. Come per il precedente
Yes, anche lo stile di
Time and a Word risentiva molto dell'influenza di gruppi come Beatles, Byrds, Simon & Garfunkel e Crosby, Stills, Nash & Young.
Poco prima dell'uscita dell'album, Peter Banks lasciò il gruppo, sostituito da un giovane "chitarrista prodigio" che aveva già al suo attivo numerose incisioni in gruppi come Tomorrow e Bodast: Steve Howe. Howe apparve sulla copertina di una delle edizioni di
Time and a Word, sebbene non avesse partecipato alle incisioni. Nello stesso periodo, la band conobbe Eddie Offord, un celebre
producer, passato poi alla storia del rock proprio per il suo lavoro con gruppi come Yes ed Emerson Lake and Palmer. Con Howe e Offord realizzarono, nel gennaio 1971, il loro terzo lavoro,
The Yes Album, che decretò la loro ascesa nell'Olimpo del rock. L'album balzò in testa alle classifiche inglesi, e vendette anche all'estero; già in aprile gli Yes erano in tour, per la prima volta, negli Stati Uniti, assieme ai Jethro Tull.
The Yes Album viene generalmente considerato il primo album in cui lo stile degli Yes appare compiuto e maturo.
Come i lavori successivi, l'album è caratterizzato da una serie di elementi destinati a essere associati con il nome "Yes":
- brani estremamente strutturati da un punto di vista sia ritmico che melodico, non raramente sopra i 15 minuti di durata, più suite che canzoni (questo è uno dei motivi per cui gli Yes, nella loro lunga e fortunata carriera, hanno realizzato pochissimi hit-single);
- presenza evidente di influenze classiche, jazz, e di altri generi di "musica colta";
- segnature ritmiche insolite;
- testi immaginifici ed evocativi in cui la sonorità della parola e le libere associazioni prevalgono sul significato esplicito; tecnica mutuata dalla poesia (non solo inglese) del '900, e che si avvicina al lavoro di Peter Sinfield, autore dei testi dell'altro gigante del prog-rock dell'epoca, i King Crimson;
- il virtuosismo dei musicisti, che di fatto seguono sostanzialmente una serie di linee solistiche intrecciate, creando arrangiamenti estremamente complessi e ricchi;
- un totale rinnovamento del ruolo del basso a opera di Squire, che si può considerare per molti versi precursore di Jaco Pastorius.
Nell'agosto del 1971, anche Tony Kaye abbandonò il gruppo (per formare un proprio complesso, i Badger) e fu sostituito da un altro virtuoso, il tastierista degli Strawbs Rick Wakeman (che per entrare negli Yes rinunciò a offerte da parte di David Bowie e Lou Reed). Grande solista, Wakeman si dimostrò ben presto una perfetta controparte per Howe. Egli introdusse anche due nuovi elementi chiave nella strumentazione del gruppo: il Mellotron e il Minimoog. La prima incisione di questa formazione "classica" degli Yes (Anderson, Bruford, Howe, Squire and Wakeman) fu una interpretazione di dieci minuti del classico
America di Paul Simon.
Nel periodo immediatamente successivo gli Yes incisero due pietre miliari del rock progressivo;
Fragile (che includeva anche uno dei due singoli di successo del gruppo,
Roundabout) e
Close to the Edge, rispettivamente a gennaio e settembre del 1972. Entrambi ebbero un enorme successo nelle classifiche sia europee che americane e furono seguiti da tour europei e nordamericani. Poco dopo l'uscita di
Close to the Edge, Bruford abbandonò gli Yes per passare ai King Crimson. Fu sostituito da Alan White, già batterista della Plastic Ono Band di John Lennon, che fece la sua apparizione sul vinile nel 1973, nel monumentale triplo
live Yessongs.
Fragile segnò anche l'inizio della lunga collaborazione fra gli Yes e il pittore Roger Dean, a cui si devono la maggior parte delle copertine degli album del gruppo e delle scenografie utilizzate nei concerti.
Molti fan considerano la triade composta
The Yes Album,
Fragile e
Close to the Edge l'apice degli Yes nonché del rock progressivo in generale; sono spesso detti
troopers, con riferimento a uno dei brani più famosi di quest'epoca degli Yes,
Starship trooper.
Nel 1973, per la prima volta, gli Yes andarono in tour in Australia e Giappone. Durante questo tour, Anderson venne in contatto col libro
Autobiografia di uno Yogi di Paramahansa Yogananda, ispirato dal quale iniziò a comporre, insieme a Howe, i "quattro movimenti" che divennero poi l'opera certamente più imponente del periodo classico del gruppo,
Tales from Topographic Oceans, pubblicato nel 1973. Si tratta di un album doppio, suddiviso in quattro lunghe suite, una per lato di vinile. Si è detto, a ragione, che
Tales abbia "polarizzato" i fan e i critici rispetto agli Yes, dividendoli in modo netto fra coloro che considerano quest'opera la
summa artistica del gruppo e quelli che la considerano un "eccesso", una sorta di delirio di onnipotenza. L'album ebbe lo stesso effetto polarizzante anche sul gruppo: l'anno successivo, il tastierista Rick Wakeman abbandonò, sostenendo di non condividere più la visione musicale degli Yes.
thumb|200px|Jon Anderson in un concerto degli Yes, 1977
La fine degli anni '70
Nel 1974, con il tastierista svizzero Patrick Moraz, gli Yes incisero un altro album di grande successo,
Relayer. La formula del disco ripropone quella di
Close to the Edge, con una suite (
Gates of delirium) e due pezzi più brevi. Dopo il tour di
Relayer, Anderson suggerì che ciascuno dei membri degli Yes realizzasse un proprio album solista. Sono di quest'epoca
Olias of Sunhillow (integralmente composto ed eseguito da Jon Anderson),
Beginnings (Howe),
Fish Out of Water (Squire),
Ramshackled (White) e
Story of i (Moraz).
Moraz abbandonò nel 1976, e gli Yes, che si erano trasferiti a Montreux per lavorare al loro prossimo album, iniziarono a cercare un nuovo tastierista. Dopo una lunga trattativa, Wakeman accettò di suonare come
session man, ma in seguito, impressionato dalla qualità del materiale prodotto, rientrò formalmente nel gruppo. Rispetto ai lavori precedenti,
Going for the One (1977) segna un ritorno a formule musicali più vicini alla "canzone", con molti brani corti e non particolarmente strutturati (con la sola eccezione della
suite Awaken). Sia
Going for the One che il successivo
Tormato (1978) vendettero bene, nonostante fossero pubblicati all'apice dell'epoca punk, periodo in cui il rock progressivo in generale, e i lavori ambiziosi e monumentali degli Yes in particolare, attiravano gli strali di molti artisti delle nuove generazioni.
In quest'epoca, i concerti degli Yes erano caratterizzati dall'uso delle tecniche più innovative. L'uso di luci laser, le coreografie immaginifiche di Dean, e l'innovativo palco circolare "In the Round", con Anderson al centro, fecero di questi concerti eventi visivi memorabili. Da queste performance furono tratte le incisioni che sarebbero poi state pubblicate nel doppio
live Yesshows.
Trasformazioni
All'inizio del 1980 Wakeman lasciò di nuovo il gruppo, ma questa volta il suo abbandono fu seguito da quello di Jon Anderson, che nel frattempo aveva iniziato a collaborare con Vangelis (il duo avrebbe pubblicato diversi album col nome Jon & Vangelis). Privato di elementi così importanti, il gruppo ebbe difficoltà a trovare sostituti all'altezza. Alla fine, Squire contattò per una collaborazione Geoffrey Downes e Trevor Horn, rispettivamente tastierista e cantante dei Buggles, gruppo che aveva inciso nel 1979 l'album
The Age of Plastic (sulla scorta del 45 giri di successo
Video Killed the Radio Star). Con questa formazione piuttosto bizzarra, gli Yes incisero
Drama nell'estate del 1980 e lo pubblicarono nell'autunno dello stesso anno. Sebbene molti fan di lungo corso della band trovino tale lavoro uno dei momenti artisticamente più bassi della storia degli Yes, è da notare che esso è considerato il loro miglior lavoro da una ristretta cerchia di estimatori nata proprio intorno a
Drama: essi vengono anche detti
panthers, con riferimento alle pantere nere che appaiono sulla copertina realizzata da Dean (l'unico segno di continuità con gli album precedenti).
Al termine del tour di
Drama, gli Yes si sciolsero ufficialmente. Downes e Howe fondarono insieme il gruppo Asia; Horn continuò a fare il produttore, e Squire e White iniziarono a collaborare con Jimmy Page, ex Led Zeppelin, formando una
band che si sarebbe dovuta chiamare XYZ ("ex Yes Zeppelin"), ma che non incise che alcune tracce demo (in seguito riprese in alcuni lavori degli Yes riuniti).
Nel 1983, due anni dopo lo scioglimento degli Yes, Squire e White incontrarono il chitarrista sudafricano Trevor Rabin e fondarono un nuovo gruppo inizialmente soprannominato "Cinema", chiamando con loro anche il primo tastierista degli Yes, Tony Kaye. Insieme cominciarono a lavorare a una serie di brani principalmente composti da Rabin. Ne nacque una soluzione senza precedenti, che univa riff orecchiabili adatti alla nuova "era di MTV" dei primi anni '80 alla rivisitazione di alcuni ingredienti degli Yes classici (per esempio le armonie dei cori). I brani avrebbero dovuto essere cantati da Rabin e Squire, ma non andò così (alcune incisioni con Rabin alla voce apparvero in seguito nel cofanetto
Yesyears). Squire, infatti, incontrò Jon Anderson a Los Angeles e gli fece ascoltare alcune registrazioni del materiale prodotto con Rabin. Anderson trovò il materiale molto interessante e decise di partecipare al progetto. Con quattro membri degli Yes nella formazione, il gruppo nascente perse il nomignolo "Cinema" e l'album
90125, pubblicato nel 1983, apparve con il marchio "Yes".
Producer dell'album fu Trevor Horn, già cantante degli Yes in
Drama.
90125 ebbe un successo commerciale travolgente e inaspettato.
Owner of a Lonely Heart, il brano di apertura, divenne uno dei due "hit single" della storia degli Yes, e l'unico a posizionarsi in prima posizione in classifica. L'album vendette complessivamente più di sei milioni di copie e vinse persino il premio Grammy per il miglior pezzo rock strumentale, con il brano
Cinema. A questo enorme successo seguì forse il più trionfale tour della storia del gruppo, che si concluse con una data storica a Rio de Janeiro, con un pubblico di centinaia di migliaia di fan e trasmessa in tutto il mondo. Dal tour furono tratti un album live e un video in concerto (entrambi chiamati
9012live).
Nel 1987 il gruppo, con la medesima formazione, tentò di ripetere il successo di
90125 con un nuovo album,
Big Generator, che vendette bene ma non come il precedente.
Anche a questo periodo della storia degli Yes corrisponde una categoria di fan che lo considerano in qualche modo l'apice del gruppo; in questo caso, gli appassionati si chiamano "generators". In gran parte, la diatriba fra "troopers" e "generators" è incentrata sul confronto fra le chitarre di Howe e di Rabin. Anche questa particolare formazione degli Yes ha un nomignolo, ovvero
Yeswest, in riferimento al fatto che fu costituita e lavorò principalmente negli Stati Uniti (in California).
La realizzazione di
Big Generator fu minata da qualche tensione interna al gruppo. Divergenze artistiche fra il gruppo e il produttore, Trevor Horn, causarono il licenziamento di quest'ultimo. Altri dissapori nacquero fra Rabin (che era intenzionato a sviluppare il discorso musicale iniziato con
90125) e Jon Anderson (più attratto dall'idea di tornare alle sonorità
progressive degli Yes classici). Alla fine del tour di
Big Generator, Anderson abbandonò nuovamente il gruppo, formando una sorta di "Yes alternativi" con Wakeman, Howe, Bruford, e Tony Levin (già bassista, tra l'altro, di Peter Gabriel). La nuova formazione prese il nome di Anderson Bruford Wakeman Howe (abbreviato in ABWH) e pubblicò il proprio primo (e unico) album, omonimo, nel 1989. L'album ebbe un discreto successo, specialmente fra i fan degli "Yes classici", e il brano
Brother of Mine divenne un video piuttosto noto e trasmesso frequentemente su MTV. Gli ABWH intrapresero sempre nel 1989 un tour mondiale, con il titolo
An Evening of Yes Music Plus, da cui fu tratto anche un album
live omonimo (in cui tra l'altro compare anche Jeff Berlin al basso, come sostituto di Levin in alcuni brani). Incidentalmente, la Atlantic Records tentò anche un'azione legale contro l'uso della parola "Yes" nel nome dello spettacolo di Anderson e soci, forte del fatto che il "proprietario" legale del nome era Chris Squire.
Riunioni
All'inizio degli anni '90, gli ABWH e gli Yes stavano lavorando sui rispettivi prossimi album. In casa Yeswest, poiché Rabin era impegnato in un tour solista, Squire aveva iniziato a lavorare con il chitarrista Billy Sherwood dei World Trade. Contemporaneamente, la Arista, nuova etichetta degli ABWH, iniziò a realizzare le opportunità commerciali che avrebbero potuto scaturire da una "riunione" di ABWH e Yeswest col nome di "Yes". Alla fine, l'unione divenne una realtà. Il materiale prodotto da ciascuno dei due gruppi fu in parte arricchito da contributi dell'altro gruppo (in particolare la voce di Anderson venne aggiunta, o divenne la voce principale, anche dei brani Yeswest) e il risultato fu l'album
Union (1991). Due terzi del materiale era ABWH; gli Yeswest contribuirono solo con quattro brani, di cui uno scritto da Squire e Sherwood. La produzione del disco da parte di Jonathan Elias fu oggetto di numerose controversie e di attacchi diretti soprattutto da parte di Steve Howe; tra l'altro, a causa di tracce suonate da
session man sovrimposte da Elias ai nastri originali degli ABWH. All'album seguì un tour imponente in Europa, Stati Uniti e Giappone, ribattezzato
Round the World in 80 Dates. In una sorta di
revival degli splendori del gruppo, venne riproposto il vecchio palco "in the round", con Jon Anderson al centro.
Al termine del tour, il gruppo si dissolse nuovamente. Bruford abbandonò immediatamente. Passarono alcuni anni, e nel 1993, quando gli Yes iniziarono a lavorare al loro prossimo album, Howe e Wakeman non furono invitati. La formazione tornava così a essere quella di
90125, e incise uno degli album di minore successo della storia del gruppo:
Talk (1994). L'insuccesso di
Talk fu certamente dovuto principalmente al fatto che la casa discografica, subito dopo l'uscita, ebbe un tracollo finanziario e non poté occuparsi di promuovere l'album; il materiale era piuttosto buono e
The Calling era probabilmente il pezzo più adatto a diventare una hit dai tempi di
Owner of a Lonely Heart. Rispetto a
90125, l'influsso di Anderson come compositore su quest'album contribuisce ad avvicinarlo maggiormente al suono e allo spirito degli Yes "classici". Dopo il tour (in cui suonò anche Billy Sherwood), Kaye, Sherwood e Rabin abbandonarono.
Fra il 1994 e il 1996, Anderson cercò di rifondare gli Yes nella formazione classica, con Howe, Wakeman, Squire e White. Il gruppo suonò dal vivo in tre memorabili concerti a San Luis Obispo in California. Dall'evento furono ricavati due CD
live, che furono pubblicati con l'aggiunta di materiale originale nei due album gemelli
Keys to Ascension (1996) e
Keys to Ascension 2 (1997). In seguito, il materiale in studio presente su questi due album fu anche riproposto in una pubblicazione singola,
Keystudio (2001).
Nel 1997 fu pubblicato un album doppio di brani registrati dal vivo dagli Yes per la BBC all'inizio della loro carriera, nel 1969 e 1970. L'album fu curato da Peter Banks e uscì in Europa col titolo
Something's Coming e in America come
Beyond and Before.
Verso il 2000 e oltre
Prima del completamento di
Keys to Ascension 2, Wakeman abbandonò nuovamente gli Yes, e venne sostituito da Billy Sherwood, che suonava sia le tastiere che la chitarra. Con questa formazione gli Yes produssero
Open Your Eyes, un album che nuovamente abbandonava il sound classico degli Yes a favore di soluzioni rock più semplici e orecchiabili,
a la 90125. L'album non fu però molto ben accolto né dalla critica né dal pubblico, e secondo una percentuale significativa di fan rappresenta il punto più basso della carriera del gruppo. Durante il tour di
Open Your Eyes iniziò a suonare nel gruppo anche il giovane tastierista russo Igor Khoroshev, che divenne poi membro ufficiale del gruppo per l'album successivo,
The Ladder, pubblicato nel 1999. Produttore dell'album fu Bruce Fairbairn, che morì di cause naturali durante le ultime fasi della realizzazione. Con una operazione commerciale piuttosto insolita per gli Yes, uno dei brani portanti di
The Ladder fu utilizzato come colonna sonora di un videogioco, l'omonimo
Homeworld.
Nel tour che seguì
The Ladder, poi documentato dal doppio
live House of Yes registrato alla House of Blues di Los Angeles, furono riproposti anche brani dell'era Rabin, ma Howe si rifiutò di suonarne gli assoli di chitarra, lasciando questa incombenza a Billy Sherwood o addirittura alle tastiere di Koroshev.
Dopo il tour, Sherwood lasciò gli Yes. Gli Yes iniziarono poi il celebre tour "2000 Masterworks", in cui eseguirono una scelta di brani del loro repertorio in larga parte basata sulle indicazioni date dai fan in una apposita votazione
online sul sito
www.yesworld.com. Il memorabile tour si concluse purtroppo con il licenziamento di Koroshev, dovuto (si disse) al comportamento del tastierista russo nel backstage.
Privati del tastierista, gli Yes si dedicarono al nuovo album
Magnification. Questo lavoro, in cui le tastiere erano sostituite da un'orchestra sinfonica condotta dal vincitore del premio Emmy Larry Groupé, fu salutato sia dal pubblico che dalla critica come un capolavoro, all'altezza dei grandi album prodotti dal gruppo negli anni '70. Il tour corrispondente,
Yessymphonic, iniziato prima dell'uscita dell'album, toccò Nordamerica ed Europa, e incluse il primo concerto degli Yes a Mosca. Durante il tour, all'orchestra si aggiunse un tastierista, Tom Brislin, soprattutto con l'incarico di riprodurre gli assoli di Wakeman e Moraz del materiale classico.
Nel 2002 Wakeman tornò nuovamente nel gruppo, che iniziò un tour mondiale che tornò anche in Australia, dopo 30 anni di assenza. Per tutto il 2002 e il 2003 gli Yes girarono il mondo in tour, ma nel 2003 il "Full Circle Tour" dovette essere terminato anticipatamente a causa di un incidente occorso ad Anderson, fratturatosi la schiena in una caduta.
Dal 2005 i membri degli Yes si sono dedicati principalmente a progetti solisti o alternativi, anche se non ci sono indicazioni ufficiali che il gruppo si sia sciolto. Alan White ha formato un proprio gruppo, gli White, con Geoff Downes. Chris Squire ha ridato vita a un suo vecchio progetto, The Syn. Jon Anderson ha girato l'Europa con il suo
Tour of the Universe nel 2005, e nel 2006 è stato in tour con Rick Wakeman. Steve Howe ha partecipato nel 2006 e nel 2007 a un tour mondiale della ricostituita formazione originale degli Asia.
Discografia
- Yes (luglio 1969) (Anderson/Squire/Kaye/Bruford/Banks)
- Time and a Word (giugno 1970) (Anderson/Squire/Kaye/Bruford/Banks) UK #45
- The Yes Album (marzo 1971) (Anderson/Squire/Kaye/Bruford/Howe) UK #7; US #40
- Fragile (gennaio 1972)(Anderson/Squire/Wakeman/Bruford/Howe) UK #7; US #4
- Close to the Edge (settembre 1972) (Anderson/Squire/Wakeman/Bruford/Howe) UK #4; US #3
- Yessongs (maggio 1973) (Anderson/Squire/Wakeman/Bruford&White/Howe) UK #7; US #12 dal vivo
- Tales From Topographic Oceans (dicembre 1973) (Anderson/Squire/Wakeman/White/Howe) UK #1; US #6
- Relayer (novembre 1974) (Anderson/Squire/Moraz/White/Howe) UK #4; US #5
- Yesterdays (febbraio 1975) raccolta - UK #27; US #17
- Going for the One (luglio 1977) (Anderson/Squire/Wakeman/White/Howe) UK #1; US #8
- Tormato (settembre 1978) (Anderson/Squire/Wakeman/White/Howe) UK #8; US #10
- Yesshows (novembre 1980) (Anderson/Squire/Wakeman&Moraz/White/Howe)UK #22; US #43 dal vivo
- Drama (agosto 1980) (Horn/Squire/Downes/White/Howe) UK #2; US #18
- Classic Yes (novembre 1981) raccolta - US #142
- 90125 (novembre 1983) (Anderson/Squire/Kaye/White/Rabin) UK #16; US #5
- 9012Live (novembre 1985) (Anderson/Squire/Kaye/White/Rabin) UK #44; US #81 dal vivo
- Big Generator (settembre 1987) (Anderson/Squire/Kaye/White/Rabin) UK #17; US #15
- Union (aprile 1991) (Anderson/Squire/Kaye/Wakeman/Bruford/White/Howe/Rabin) UK #7; US #15
- Yesyears (agosto 1991) raccolta
- Yesstory (settembre 1992) raccolta
- Talk (marzo 1994) (Anderson/Squire/Kaye/White/Rabin) UK #20; US #33
- Keys to Ascension (ottobre 1996) (Anderson/Squire/Wakeman/White/Howe) UK #48; US #99 in studio e dal vivo
- Keys to Ascension 2 (novembre 1997) (Anderson/Squire/Wakeman/White/Howe) UK #62 in studio e dal vivo
- Open Your Eyes (novembre 1997) (Anderson/Squire/Sherwood/White/Howe) US #151
- Something's Coming (1998) (Anderson/Squire/Kay/Bruford/Banks)
- The Ladder (settembre 1999) (Anderson/Squire/Koroshev/Sherwood/White/Howe) UK #36; US #99
- The Best of Yes (2000) (Anderson/Squire/Kay/White/Howe/Rabin/Horn/Banks/Wakeman/Downes/Moraz/Bruford)
- House of Yes (settembre 2000) (Anderson/Squire/Koroshev/Sherwood/White/Howe) dal vivo
- Keystudio (2001) (Anderson/Squire/Wakeman/White/Howe)
- Magnification (settembre 2001) (Anderson/Squire/White/Howe) UK #71; US #186
- Yes (luglio 2002) raccolta
- Yes Remixes (luglio 2003) remix album
- The Ultimate Yes (luglio 2003) UK #10; US #131 raccolta
- The Word is Live (agosto 2005) dal vivo
Il catalogo degli Yes della Atlantic Records ha subito almeno due rimasterizzazioni e ripubblicazioni su CD. Le prime pubblicazioni su CD apparvero alla fine degli anni '80, e le prime rimasterizzazioni alla metà degli anni '90, con un suono decisamente migliorato e molta della grafica originale ripristinata. Nel 2003 un'ulteriore rimasterizzazione è stata iniziata dalla Rhino Records, con un lavoro ancora più accurato di recupero della grafica, libretto estesi, e rare tracce extra.
Tribute album
- The Age of Atlantic Raccolta dei grandi gruppi della Atlantic Records
- The New Age of Atlantic Raccolta dei grandi gruppi della Atlantic Records
- Yes, Friends and Relatives Raccolta materiale solista dei membri degli Yes
- Yes, Friends and Relatives II Raccolta materiale solista dei membri degli Yes
- The Yes Solo Family Album Raccolta materiale solista dei membri degli Yes
- The Symphonic Music of Yes Brani degli Yes eseguiti dall'orchestra sinfonica
- Tales from Yesterday
- Supernatural Fairy Tales
Videografia
Film
- Yessongs (1975)
VHS
- Yessongs (1984)
- Live in Philadelphia 1979
- 9012Live
- Yesyears (1991)
- Greatest Video Hits (1991)
- Live 1975 at Q.P.R. (1992)
- MusikLaden Live
- The Union Tour Live
- House of Yes
DVD
- Yessongs (1997)
- Live in Philadelphia 1979
- Yesyears (2003)
- Greatest Video Hits (2003)
- MusikLaden Live
- House of Yes
- Keys to Ascension
- Live 1975 at Q.P.R. (2001)
- Symphonic Live (2001)
- Yesspeak (2004)
- Yes Acoustic (2004)
- Songs from Tsongas - Yes 35th Anniversary Concert (2005))
- Live at Montreux 2003 (2007)
- 9012Live/DVD 1986/2006 (special director's cut del concerto + bonus track Roundabout, inoltre interviste ai componenti della band)
Laser Disc
- Yessongs (1988)
- Live in Philadelphia 1979
- Yesyears (1991)
- Greatest Video Hits (1991)
- Live 1975 at Q.P.R. (1999)
- The Union Tour Live
- Keys to Ascension
Bibliografia
- Peter Banks e Billy James, The Formative Years of Yes. Golden Treasure Publishing, Bentonville (Arkansas, USA) 2001. ISBN 0-9710493-0-0 (edizione rilegata), ISBN 0-9710493-1-9 (edizione in brossura)
- Paolo Battigelli e Armando Gallo, Yes. Fratelli Gallo editori, Roma 1985
- Stuart Chambers, An Endless Dream of '70s, '80s and '90s Rock Music. General Store Publishing House, Burnstown (Ontario, Canada) 2002. ISBN 1-894263-47-2
- Dan Hedges, The Authorized Biography. Sidgwick & Jackson, Londra 1981. ISBN 0-283-98751-0 (edizione rilegata), ISBN 0-283-98761-8 (edizione in brossura)
- Bill Martin, Structure and Vision in Progressive Rock. Open Court, Chicago (Illinois) 1996. ISBN 0-8126-9333-7
- Tim Morse, YesStories in Their Own Words ISBN 0-312-14453-9
- Thomas Mosbo, Yes, But What Does It Mean?. Wyndstar Books, Milton (Wisconsin) 1994. Numero scheda della Libreria del Congresso: 93-93672
- Scott Robinson, An Unauthorized Biography of Rock's Most Cosmic Band, in Limerick Form. Writers Club Press, iUniverse Inc., Lincoln (Nevada) 2002. ISBN 0-595-22452-0
- Michael Rudolf, Round About Jutesack. Wehrhahn Verlag, Hannover 2001. ISBN 3-932324-81-1
- David Watkinson, Perpetual Change. Plexus, Londra 2001. ISBN 0-85965-297-1
- Chris Welch, The Story of Yes. Omnibus Press, Londra 1999. ISBN 0-7119-8041-1