Pink Floyd
postato il 8 Dicembre 2006 da iskra2306 alle ore 15:50
Categoria: Recensioni
Dark side of the moon Bisognerebbe essere dei geni della penna a sfera per scrivere in merito a Dark side of the moon qualcosa che non sia ancora stato scritto.
E? l?album che ha catapultato i Pink Floyd nell?empireo degli dei del rock, un disco che è rimasto per più di 700 settimane (!!!) nella classifica degli album più venduti negli USA, un lavoro che mescola con sapiente alchimia dilatazioni temporali, pianoforte, il background blues della band (chi non ha presente il giro iniziale di Money?) e i voli pindarici della musica psichedelica, il tutto condito da cascate di monetine, suono di campane, sassofono e risate.
Un certo bluesman scrisse che ?non puoi giudicare un libro guardandone la copertina?, ma penso che non avesse mai visto (per ovvie questioni anagrafiche) la copertina di Dark side of the moon: la luce che attraversando il prisma si dilata in un arcobaleno è secondo me la migliore recensione che si possa fare di questo disco.
Il punto di partenza della luce è il battito del cuore, che dall?interno sente il rumore del registratore di cassa, le voci e le risate (Speak to me). La luce è attratta da questo ?esterno?, così inspira profondamente e si lancia fuori dal guscio per vedere cosa c?è al di là del mondo finora conosciuto (Breathe). Una volta passato lo stupore non riesce, come se a chiamarla fosse una forza irresistibile, a tornare indietro e così comincia la sua corsa verso il punto di massima luce (la fuga spaziale di On the run). La consapevolezza del tempo, la presa di coscienza del proprio ruolo nel mondo portano la luce (che a questo punto potremmo quasi identificare con il pensiero umano) è il suono di campane che porta il sottofondo tachicardico di Time, il respiro accelerato del momento in cui ?ti accorgi che dieci anni sono passati? e la vita dentro di te comincia a scalpitare per non perdere il tempo che ti rimane.
The great gig in the sky è il momento della rifrazione: senza più ?paura di morire? la luce si tuffa nel presente e incontra tutte le sensazioni che fino a quell?istante si era negata: meraviglia, dolore, passione, poi ancora il dolore e poi tutte quante insieme, la confusione suprema che porta poi alla stanchezza estrema della nuova nascita.
I tre brani che seguono sono i tre nuovi stadi dell?essere della luce: Money con il suo solido giro blues è il corpo, Us and them- ora rarefatta, ora corporea - è la mente, mentre Any colour you like con il suo complicato strumentale e i suoi echi è lo spirito.
L?arcobaleno è ormai strutturato, e sembra trovare la propria armonia in Brain damage, il cui testo mescola elementi ?terreni? (come lo strillone) e i parti della mente (?c?è qualcuno nella mia testa ma non sono io?)? a spiazzarci ancora una volta è, però, la fine dell?arcobaleno: in Eclipse si scopre che, sì, tutti gli elementi che abbiamo man mano scoperto ormai sono in armonia sotto la luce del sole, ma ?il sole è eclissato dalla luna?.
E quando tutto questo ci lascia senza fiato, quando anche l?ultimo accordo è sfumato e rimane solo il battito del cuore (ma si tratta comunque di un cuore nuovo, passato attraverso il travaglio della conoscenza, delle contraddizioni umane, della follia) una voce, quasi in un sussurro, con fare noncurante ci rivela che ?there is no dark side of the moon really??.
Il dito sul tasto repeat, e siamo di nuovo lanciati verso il prisma.
Etichetta Discografica Capitol
Distribuzione EMI
Anno di Pubblicazione 1973
Genere Progressive rock - space rock
Durata 42'52''
Tracklist 01. Speak to me - Breathe
02. On the run
03. Time - Breathe (reprise)
04. The great gig in the sky
05. Money
06. Us and them
07. Any colour you like
08. Brain damage
09. Eclipse
Voto 9

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