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Incantesimo napoletano

postato il 9 Febbraio 2008 da Conte Max alle ore 17:35

Categoria: Cinema

Titolo originale: Incantesimo Napoletano
Nazione: Italia
Anno: 2001
Genere: Commedia
Regia: Paolo Genovese, Luca Miniero
Sito ufficiale: www.luckyred.it/incantesimo

Cast: Gianni Ferreri, Marina Confalone, Clelia Bernacchi, Serena Improta.
Produzione: Axelotil - Pablo
Distribuzione: Lucky Red
Uscita: 08 Febbraio 2002 (cinema)

Trama:
Cosa succede se in una famiglia di napoletani veraci, anzi veri e propri integralisti napoletani nasce una bambina che parla milanese?

Ognuno può lamentarsi delle proprie disgrazie, ma provate a pensare ad una famiglia napoletana, con il marito pescatore e la moglie casalinga, che hanno una bambina con un grave handicap, è una tragedia!
Gianni (Gianni Ferreri) il pescatore in questione, e Patrizia (Marina Gonfalone) sua moglie, hanno una bambina, Assunta (Clelia Bernacchi, Serena Improta, Chiara Papa) dall'apparenza normale, che però ha una grave malformazione: parla solo milanese! Per un napoletano verace, quale è Gianni, è davvero una disgrazia. Egli cerca con ogni mezzo di far "guarire" la piccola: il professore di napoletano, il battesimo con l'acqua del Golfo, la "vacanza studio" a Torre del Greco presso degli zii che parlano un dialetto tale che non si capiscono neppure fra di loro, ma è tutto tempo perso. Quando Assunta cresce, le cose non migliorano, anzi...
Incantesimo napoletano, a teatro potrebbe trasformarsi in una esilarante commedia simile a quelle di Scarpetta: le ambientazioni mostrano una Napoli senza tempo, le musiche ricordano quelle delle "sceneggiate", i personaggi sono verosimili, le esagerazioni mai "esagerate". Ricco di termini dialettali, di modi di dire, di luoghi comuni, di tradizioni tipiche di Napoli, come la famosa pastiera di Scaturchio, il ragù, il babbà e il capitone, il film stravolge, in modo comico e soprattutto surreale, tutti i luoghi comuni sulla napoletanità. Secondo i registi, il loro lavoro punta a evidenziare il cosiddetto "integralismo napoletano", ossia l'esasperato orgoglio che affligge gran parte della popolazione partenopea.
Semplice nella trama, ben cadenzato, dai colori vivaci, il film attrae l'attenzione dello spettatore fin dalla prima sequenza. Solo alcuni passaggi sembrano un pò forzati, lenti.
Altri, simil-grotteschi, s'alternano a inquadrature "d'autore".
Ottima fotografia, ottima musica rap-partenopea.
E alla fine, lo spettatore resta col sorriso stampato in faccia!

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