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Marco Broll

Venezia - Italia

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04/06/2007
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Biografia


La storia di Sir Oliver Skardy, al secolo Gaetano Scardicchio, nato a Venezia il 14/06/59 del segno dei gemelli è stata, nell’arco degli ultimi vent’anni abbondanti, indissolubilmente legata a quella della più popolare reggae band italiana, i PITURA FRESKA.

La popolarità di Sanremo, unita alla travolgente schiettezza comunicativa di Skardy ne hanno fatto, a volte suo malgrado, un personaggio che incontra le simpatie di un pubblico estremamente trasversale: considerato di volta in volta come il “sindaco” della Marghera in via di riscatto, l’alfiere della legalizzazione della marijuana, il portavoce dei musicisti trascurati dai mass media per mancanza di sex appeal, l’esponente di spicco del movimento musicale veneziano, Skardy rappresenta per tutti l’anima “popolare” di una canzone italiana legata alle periferie, alla voglia di riscatto e di pace sociale.

Dalle cantine di Marghera dove comincia a suonare la chitarra con il “mitico” amico Ciuke, passando per “l’illuminazione” sulla via di San Siro, dove Marley gli indica la via del reggae (da lui declinato in veneziano), fino all’incontro con i “veneziani” (Valerio Silvestri, Marco Forieri e Cristiano Verardo) che con Francesco Duse daranno la forma definitiva ai Pitura Freska che tanti successi hanno raccolto, la storia di Sir Oliver Skardy è quella semplice di una passione per la musica prima, per il reggae in particolare poi, coniugata con l’espressione spontanea e coinvolgente dei suoi testi che hanno permesso a migliaia di fan di appassionarsi e sentirsi partecipi delle “storie” di ordinaria quotidianità raccontate con il disincanto e la comicità, spesso, di un autore di razza.

Skardy, è stato l’anima del gruppo; con la sua trascinante forza comunicativa ha fatto dei Pitura Freska la band più importante della scena musicale veneta con una popolarità che è andata al di là dell’estrazione sociale, dei gusti musicali e della generazione d’appartenenza. Poiché è inimmaginabile che sia stato il reggae ad abbattere queste barriere, il vero motivo va ricercato nella capacità compositiva dei testi di Skardy che sa comunicare attraverso i suoi testi, in dialetto veneziano ed in italiano, la sua personalità, parlando in modo schietto del suo modo di vedere la politica, l’amore, i fatti di cronaca e l’attualità, il tutto condito da espressioni di sincera “rabbia popolare” e una notevole dose di autoironia e gusto musicale.
Il successo, nato a livello locale negli anni 80, si è poi espanso nel resto dell’Italia tanto che a tutt’oggi i quattro album del gruppo hanno venduto oltre 500.000 copie conquistando due dischi di platino e due dischi d’oro.

La straordinaria vena compositiva di Skardy ha prodotto alcuni fra i brani che fanno ormai parte della storia della musica italiana, come lo straordinario affresco sui Pink Floyd a Venezia “Pin Floi”, o l’inno di un’intera città prima, e del movimento antiproibizionista poi, “Marghera”; un altro hit “Picinin” riproposta di recente sul palco televisivo di Zelig, il fumetto in musica di “La pianta” e “Le sorti de un pianeta” che diventerà, molti anni dopo testimonial di una campagna di Emergency. Per tornare alla battaglia per la legalizzazione con "Olanda” ed arrivare al ritornello che è stato sulla bocca di “grandi e piccini” "Papa nero”.

Nell’arco della sua carriera con i Pitura Freska ha firmato molti album: NA BRUTA BANDA (91), straordinario successo schiettamente reggae; DURI I BANCHI (93), ricco di ritmi e sapori di tutto il mondo; YEAH (95), a segnare il ritorno al reggae del primo album con un’aumentata capacità compositiva e il “fratello” YEAH IN DUB (96) con la sua rivisitazione in chiave Dub e la produzione di Peter Mash degli Aswad; GRAN CALMA (97), l’album della consacrazione con il Festival di Sanremo. Da aggiungere anche PIATTI ROVENTI (99), disco risultato del progetto I PIATTI ROVENTI il Sound System dei PITURA FRESKA, rilettura in chiave dance dei successi del gruppo e l’atteso doppio album dal vivo OLIVE VOL. 1 & 2 che offre la testimonianza dell'energia e la trascinante carica che il gruppo riesce ad esprimere on stage che hanno decretato il successo dei suoi concerti sui palcoscenici della penisola.

Come in molti matrimoni, però, la vita in comune nei Pitura Freska nel corso degli anni comincia ad andare stretta. Molti progetti individuali cominciano a prendere forma, Skardy in particolare è da sempre attratto verso nuove strade e collaborazioni, che l’hanno già visto “duettare” con Elio e le storie tese o Raul Casadei e la sua Orchestra Italiana, recitare con Anna Galiena, Alessandro Haber e Roberto Citran nel film di Maurizio Zaccaro "Cervellini fritti impanati" o esordire con un singolo da solista “President Buana” realizzato in collaborazione con Mauro Ferrucci (produttore di Moony e Db Boulevard).

Ma anche queste attività “parallele” non bastano, Skardy ha bisogno di più spazio e così, alla fine del 2002, viene deciso lo scioglimento del gruppo: I Pitura Freska non esistono più! Passano dalla cronaca alla storia della musica, e Skardy ne raccoglie con diritto l’eredità tornando a vestire i panni di Sir Oliver Skardy (“nome d’arte” con cui Skardy teneva una sua personalissima cronaca della Mostra del Cinema di Venezia sulle colonne de “Il Gazzettino”) iniziando un nuovo percorso.

Dopo le prime anticipazioni live, che lo vedono partecipare alle più importanti kermesse musicali nazionali come Arezzo Wave nel 2003, il “controfestival” Mantova Musica Festival e il Rototom Sunsplash nel 2004, Sir Oliver Skardy si dedica alla preparazione di un nuovo disco (autunno 2004) destinato a proporre una nuova svolta musicale per il “poeta di Marghera”.
Il disco si chiama “Grande bidello”, prodotto da alma music e distribuito da Venus, propone nuovi temi a supportare la sua innata capacità di saper dire in poche schiette frasi quello che noi tutti vorremmo saper dire, con la semplicità e naturalezza che lo contraddistinguono e con quella incisività ed efficacia che gli hanno sempre permesso di arrivare dritto al cuore della gente.

Sul sito ufficiale www.skardy.it sono disponibili i testi per il download.


Sir Oliver SKARDY
GRANDE BIDELLO
alma music - amp lion 0010 CD
Venus Distribuzione


E’ suonata l’ora della campanella, la scuola è finita. Potete riversarvi sulle strade e confrontarvi con le contraddizioni del vivere quotidiano. Ma attenti, l’occhio del “Grande Bidello” vi osserva.

Nell’ironica copertina, ideata e disegnata dallo stesso Sir Oliver Skardy, oltre che alla televisione spazzatura, il più famoso musicista-bidello d’Italia si ispira anche all’utopia negativa Orwelliana.
Nel suo nuovo disco “Grande bidello” infatti non ne risparmia a nessuno: ai politici, agli imprenditori del nordest, alle donne in divisa. Un album che parla di giustizia sociale, guerra e libertà con l’ironia e la franchezza che hanno da sempre contraddistinto le rime del profeta del reggae veneziano.

Un CD in cui coesistono diverse anime musicali e che pur partendo dal reggae spazia in atmosfere ballabili, nel ragga, nell’elettronica, nel rock.

Il disco è stato prodotto artisticamente dallo stesso Sir Oliver Skardy che si è occupato, oltre che della voce, anche delle chitarre, che arricchiscono il disco, come detto, di distorsioni e sonorità graffianti. E’ il ritorno ad un vecchio grande amore di Skardy, costretto a mettere da parte lo strumento man mano che cresceva il suo ruolo di front man nei Pitura Freska.
Assieme a Skardy si sono occupati della produzione anche Leonardo Di Angilla (al musicista veneziano, produttore tra gli altri dei Voo doo phunk, e in tour con Tiziano Ferro e Marco Paolini, sono stata affidate programmazione e percussioni) e Gianluca Ballarin (già collaboratore dei Pitura Freska e autore e produttore delle musiche del fenomeno televisivo di Italia 1 “I Munchies”) che ha seguito programmazione e tastiere.
“Grande bidello” è stato registrato tra gli studi veneziani “Montuno Bay” ed “Exit Studio”. La masterizzazione è stata affidata a Giovanni Boscariol (recenti collaborazioni con Fiorella Mannoia, Elisa e Claudio Baglioni)

La prima fatica “solista” del leader dei disciolti Pitura Freska esce nei negozi per l’etichetta alma music, grazie a Venus Distribuzione, al prezzo consigliato al pubblico di 10 euro, per dimostrare che la vera lotta alla pirateria non si fa con complicati e spesso inutili sistemi di protezione informatica, ma vendendo i dischi ad un costo abbordabile a tutte le tasche.

Il disco si apre con una gag dei popolarissimi comici veneziani Carlo & Giorgio, che interpretano due loro personaggi, Galimberto e Master Blaster Cesarino, un dee-jay radiofonico e un produttore dance davvero fuori dal normale. Alla fine Sir Oliver Skardy non riuscirà a far sentire il proprio pezzo a Radio Maranza e nemmeno a far capire ai due che la storia dei Pitura Freska è finita e che questa è proprio un’altra storia. Tanto per far capire che Sir Oliver Skardy non le risparmia nemmeno a se stesso.
Si tratta del primo degli ironici frammenti “extramusicali” inseriti qua e la tra le varie tracce.

Il primo brano in scaletta, e non poteva essere altrimenti, è “Bideo”, canzone in cui Skardy ci mostra, per così dire, il “backstage” dell’istituzione scolastica, un microcosmo di umanità con regole ferree e piccole meschinità sulla base di un elettronico ed incalzante ragga. Il brano si chiude con un intenso assolo di chitarra dello stesso Sir Oliver Skardy, una strizzatina d’occhio ad atmosfere rockeggianti, una delle principali novità del sound dell’album.

A seguire “Super skank”, brano selezionato per il Festival di Sanremo e poi rifiutato, pare, per l’assonanza del titolo con un particolare tipo di droga leggera, super skunk. O più probabilmente perché in questo pezzo Skardy si scaglia contro una società e una classe politica davvero allo sbando. Un peccato perché, una volta ascoltato, il ritornello non lo dimentichi più.

Con “Bluff”, pezzo introdotto da un melodico arpeggio di chitarra acustica, in cui Skardy duetta con Angela Milanese (apprezzata corista di artisti come Paolo Belli, Spagna, Baccini, Rettore), si passa ad atmosfere decisamente più sognanti. Ma non illudetevi, il romanticismo melodico che traspare dalla voce femminile si trasforma subito in una disincantata visione del rapporto di coppia, in cui purtroppo sincerità, affetto e complicità sono ormai semplici chimere.

Sir Oliver Skardy diventa impietoso quando parla della sua terra, il “Nord Est”, ormai una sorta di far west dove i più forti si fanno strada a forza di soprusi ed imbrogli e i sindaci fanno gli “sceriffi”. Un popolo del nordest a cui l’improvvisa e repentina agiatezza ha montato la testa. Il tutto condito da un ipnotico e accattivante reggae.

“Tagite i cavei che i te sgama i spinei” (in italiano “tagliati i capelli, altrimenti ti scoprono gli spinelli”): è con questo monito che si apre “Ah mi no so miga”, un ipnotico reggae in cui trova spazio anche il sitar.
Dopo “Marghera”, un vero e proprio manifesto antiproibizionista in cui Skardy sottolinea che il giro di vite su questa e altre “innocue” forme di svago servono solo a nascondere le malefatte di chi sta al potere.
Nel brano compaiono anche i fiati, affidati alla brass section del gruppo Teo & the Bombs , presenti anche in “Nord Est”.

Per “Sex symbol”, impietoso ritratto di un uomo tutto apparenza e niente sostanza, un uomo che sotto la sua scorza di sex symbol ha poco di cui vantarsi, i ritmi danzerecci della strofa si stemperano in un bridge a tutto reggae.

Suoni distorti e ritmi rockeggianti per “Lap dance” in cui marce e divise lasciano spazio ai roventi locali per soli adulti. Se la vita a due è più complicata che mai e la lotta tra i sessi è ormai “armata”, ironizza Skardy, meglio il sesso senza inibizioni, anche se a pagamento.

Il sesso debole ormai debole non lo è più, visto che anche le donne possono affrontare la carriera militare e Skardy ci scherza sopra nel suo “Tettakiller” una canzoncina degna del miglior marine, in cui l’altra metà del cielo scende in campo con il coltello fra i denti.

Arriva quindi il momento di una cover e, trattandosi di Skardy, anche se si tratta di un classico del rock, la versione proposta è davvero personale. Così “Break on through” dei mitici Doors si veste di venezianità e diventa “El xe U”.

In “Do mie” il suono si fa più dolce e melodico, ma il pezzo è abbinato ad uno dei testi più caustici dell’album, in cui il nuovo millennio più che l’alba di un nuovo mondo ricorda i peggiori momenti della storia dell’umanità. Un nuovo medioevo dove vince il più forte, senza rimorsi.

Con la sua pepata “Ketchup” Skardy se la prende stavolta col materialismo della società capitalista, asservita solo al “Dio denaro” e con una tecnologia e un progresso che ci fanno perdere di vista qualsiasi integrità morale.

E’ intrisa di romanticismo la dolce “Stella” in cui Sir Oliver Skardy si abbandona finalmente all’amore senza pudori. All’incedere della batteria fanno da contraltare le voci melodiose di Sara Montanari corista gospel di Ravenna e Farida elemento simbolo, con le sue performance, dei Tantra.

Con un nyabingy: “Competition generation” si chiude “Grande Bidello”, un brano in cui Skardy gioca sulla mancanza di valori e soprattutto con il linguaggio delle nuove generazioni, fatto in gran parte di termini di matrice anglosassone, di cui spesso non si conosce il significato preciso e del criptico linguaggio introdotto dall’uso degli SMS sul telefonino, in cui la necessità di essere sintetici rende i messaggi incomprensibili ai più.

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SonorikaScritto da Sonorika il 23/03/2008 - 15:11

Lo staff di Sonorika.com ti augura Buona Pasqua e Buone Feste